Svizzera / Disabilità: pari diritti politici per tutti e tutte

Pubblicato il 15/10/2026 | La rédaction

Svizzera

Mercoledì il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione un progetto volto a rafforzare i diritti politici, a livello federale, delle persone con disabilità.

Tutte le donne e tutti gli uomini svizzeri devono poter partecipare alla vita politica senza alcuna condizione. Mercoledì il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione un progetto volto a rafforzare i diritti delle persone con disabilità.

Attualmente, le persone affette da «malattia mentale o debolezza di mente» sono private dei diritti politici a livello federale, secondo la Costituzione. Questa formulazione obsoleta è stata precisata 50 anni fa nella legge: sono interessate le persone che, a causa di una incapacità di discernimento duratura, sono protette da una curatela di portata generale o da un mandato per causa di inidoneità.

Negli ultimi anni, il concetto di disabilità e di diritti delle persone con disabilità si è evoluto. La società punta a una partecipazione il più possibile autonoma e paritaria. Una disabilità o un bisogno di assistenza non giustificano più l’esclusione dalla vita politica.

Il progetto del Consiglio federale si inserisce in questo contesto e mira a garantire i diritti politici a tutti i cittadini e le cittadine svizzeri senza alcuna condizione se non quella di aver compiuto i 18 anni. Le persone sottoposte a curatela generale o a mandato per incapacità non saranno quindi più escluse dal diritto di voto.

Tra 13'000 e 16'000 persone

Il progetto riguarda l’insieme dei diritti politici a livello federale, vale a dire il diritto di voto e di eleggibilità al Consiglio nazionale, il diritto di iniziativa e di referendum, nonché il diritto di partecipare alle votazioni federali. L’elezione al Consiglio degli Stati rimane disciplinata dal diritto cantonale.

Non esistono statistiche nazionali sul numero di persone interessate da tale esclusione. Il Consiglio federale stima tuttavia che tra le 13'000 e le 16'000 persone siano interessate da questa riforma. Ciò rafforzerà il loro diritto all’autodeterminazione.

Per quanto riguarda il potenziale rischio di abusi, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario adottare nuove misure. Esistono già misure di sostegno per consentire a tutti gli elettori di votare. Il governo seguirà l’evoluzione della situazione e, se necessario, interverrà con misure mirate.

Cantoni proattivi

La ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, entrata in vigore per la Svizzera nel 2014, ha svolto un ruolo determinante in questa evoluzione.

Negli ultimi anni diversi cantoni hanno già avviato riforme volte a una maggiore inclusione. Ginevra, in particolare, ha svolto un ruolo pionieristico diventando nel 2020 il primo cantone a concedere i diritti politici a tutte le persone con disabilità. Neuchâtel e Vaud prevedono procedure di esame caso per caso della privazione del diritto di voto.

Il progetto comporta la modifica sia della Costituzione che di diverse leggi federali. Il popolo sarà quindi chiamato a votare. La consultazione resterà aperta fino al 28 gennaio 2027.

Questo progetto è strettamente legato agli attuali sforzi del Consiglio federale volti a modernizzare il diritto della protezione degli adulti, che mirano ad abrogare la curatela di portata generale.

Fonte: www.lenouvelliste.ch/


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