Vietnam / Quando le famiglie australiane scelgono il Vietnam per un’istruzione diversa
Di fronte all’alto costo della vita e alle pressioni della quotidianità, alcune famiglie australiane stanno sperimentando un nuovo modo di educare i propri figli. Il “worldschooling”, basato sull’apprendimento attraverso l’esperienza, le porta in particolare in Vietnam, dove trovano un contesto di vita più accessibile.
Per molti genitori australiani, tra rate del mutuo, lunghe giornate di lavoro e spostamenti quotidiani legati alla scuola dei figli, il ritmo di vita diventa difficile da sostenere. Con l’aumento del costo della vita e lo sviluppo del telelavoro, alcune famiglie scelgono quindi di rompere con le proprie abitudini e di trasformare i propri viaggi in un’estensione dell’educazione.
Questo approccio, denominato “worldschooling”, consiste nell’utilizzare le esperienze vissute in diversi paesi come strumenti di apprendimento. Il Vietnam figura tra le destinazioni scelte dalle famiglie australiane che desiderano offrire ai propri figli un ambiente educativo diverso, pur mantenendo sotto controllo le spese.
Il Vietnam, nuova tappa per le famiglie
La famiglia Mumford, originaria di Adelaide, incarna questa tendenza. Più di due anni fa, Brad e Nicky Mumford hanno deciso di cambiare radicalmente il loro stile di vita. Dopo un primo periodo dedicato a un viaggio in Australia, hanno scelto di proseguire la loro avventura all’estero e di sperimentare il worldschooling con i propri figli.
In precedenza, Brad ricopriva una posizione dirigenziale particolarmente impegnativa, con lunghe giornate di lavoro. Nicky, dal canto suo, si occupava dei loro quattro figli piccoli, tra cui un neonato, ospitando al contempo studenti internazionali nella loro abitazione per integrare il reddito familiare.
«Al lavoro tutti si aspettavano il meglio da me, ma la mia famiglia doveva sopportare il peggio di me», spiega Brad, ritenendo che la loro vita quotidiana fosse progressivamente diventata«monotona e ripetitiva».
La famiglia ha inizialmente preso un anno sabbatico per girare l’Australia in roulotte. Previsto inizialmente per dodici mesi, il viaggio si è poi protratto per 18 mesi. Questa esperienza li ha poi portati a considerare l’idea di trasferirsi all’estero.
Oggi i Mumford vivono nel Vietnam centrale. La famiglia ha inoltre in programma di recarsi prossimamente nella Repubblica di Corea e in Giappone.
Per loro, il viaggio non rappresenta un’interruzione del percorso scolastico, ma un altro modo di imparare. I bambini possono così scoprire in prima persona la storia della guerra del Vietnam, sviluppando al contempo competenze pratiche attraverso le attività della vita quotidiana.
La loro figlia di 9 anni, in particolare, ha avuto l’occasione di pianificare e coordinare autonomamente un gruppo di attività rivolte alle mamme e ai neonati nel luogo in cui risiedono. Un’esperienza che, secondo i genitori, le permette di sviluppare la propria autonomia e il senso di responsabilità.
Il costo della vita incide sulla scelta
L’attrattiva del Vietnam deriva anche dal suo costo della vita, un fattore particolarmente importante per una famiglia numerosa. I Mumford ritengono che, con un reddito annuo attuale di 60.000 dollari australiani, la loro situazione sarebbe difficile in Australia. In Vietnam, invece, godono di uno stile di vita che considerano confortevole.
La famiglia attualmente affitta una casa con sei camere da letto e sette bagni nella regione centrale per circa 250 dollari australiani a settimana. Sommando l’elettricità, le spese correnti e i servizi di pulizia, il costo settimanale raggiunge circa 350 dollari australiani. Anche i pasti rappresentano una spesa relativamente contenuta. Secondo Brad, tutta la famiglia può consumare un pasto abbondante con meno di 20 dollari australiani.
Al di là dell’aspetto finanziario, questa esperienza risponde al desiderio di trascorrere più tempo in famiglia e di offrire ai bambini un’istruzione più direttamente legata al loro ambiente.
Una tendenza che va oltre il Vietnam
Il percorso dei Mumford si inserisce in un’evoluzione più ampia. Secondo le stime citate da Nine.com.au, circa 40 milioni di persone nel mondo adottano oggi lo stile di vita dei “nomadi digitali”. A lungo associato ai lavoratori autonomi che viaggiano da soli, questo stile di vita riguarda ormai anche alcune famiglie.
Dopo la pandemia, alcune di loro hanno approfittato della diffusione del telelavoro per ripensare l’organizzazione familiare e scolastica. In Australia, diverse famiglie si stanno orientando verso l’istruzione domiciliare, o homeschooling, registrandosi presso il Dipartimento dell’Istruzione del proprio Stato e presentando un programma di apprendimento strutturato conforme agli obiettivi scolastici.
Altre, come i Mumford, richiedono un’esenzione annuale dalla frequenza scolastica pur mantenendo i propri figli iscritti a una scuola australiana.
La coppia ha inoltre creato una propria agenzia di viaggi, specializzata nell’organizzazione di soggiorni di gruppo destinati alle famiglie interessate al worldschooling.
Tuttavia, Brad sottolinea che vivere all’estero non fa scomparire le responsabilità familiari. «La vita qui è esattamente la stessa che in patria, semplicemente in un altro Paese», osserva.
L’esperienza dei Mumford dimostra quindi che la scelta del Vietnam si basa su diversi fattori combinati: costo della vita, possibilità offerte dal lavoro flessibile, scoperta culturale e volontà di trasformare le esperienze quotidiane in opportunità di apprendimento. Per queste famiglie australiane, il Vietnam diventa così non solo una destinazione di vita, ma anche uno spazio di educazione a cielo aperto.
Fonte: lecourrier.vn/


