Senegal/Kanel: il FONSTAB punta sulla coltivazione di foraggi per sviluppare la filiera ovina
Il Fondo di sostegno alla stabulazione (FONSTAB) promuove lo sviluppo della coltivazione di foraggi come alternativa al costo elevato dei mangimi, al fine di favorire l’allevamento nel dipartimento di Kanel, valorizzando il potenziale fondiario e le importanti risorse idriche di cui dispone questa zona settentrionale del Senegal.
«È necessario puntare sulle colture foraggere per poter sviluppare le filiere ovina e bovina», ha affermato il responsabile dell’ufficio della zona nord del FONSTAB, Youssoupha Diouf.
Intervenendo in occasione di un seminario di sensibilizzazione su questo meccanismo pubblico dedicato al finanziamento e alla modernizzazione del settore zootecnico, ha sottolineato che l’alimentazione rappresenta fino al 70% dei costi di gestione.
A ciò si aggiunge che «né i mangimi concentrati né il pascolo naturale consentono di risolvere il problema», ha ricordato.
È in questo senso, sottolinea, che il Fondo di sostegno alla stabulazione (FONSTAB) punta sulla coltivazione di foraggi.
A suo avviso, questa ambizione realistica può concretizzarsi grazie a «due potenzialità presenti in questa zona settentrionale del Paese, ovvero la terra e l’acqua», alludendo in particolare alle acque superficiali, al fiume e ai vari bracci.
Secondo Youssoupha Diouf, anche nel Dièry, «gli operatori possono reperire acqua dai pozzi e dai pozzi trivellati, il che consente loro di lavorare e coltivare almeno un ettaro di colture foraggere o di erba medica».
«Questo può sfamare un’intera mandria per un anno intero, con una disponibilità di mangime per diversi mesi. Ciò comporterà un costo inferiore, consentendo di rendere redditizia l’attività», ha precisato il tecnico.
Il responsabile dell’ufficio della zona nord del FONSTAB ritiene che sarà molto difficile per gli operatori rendere redditizia la propria attività con i mangimi concentrati, a causa del prezzo del mais ritenuto elevato e dell’alto costo di produzione negli stabilimenti.
«Questi fattori fanno sì che il prezzo del mangime risulti molto oneroso per l’allevatore», ha sottolineato.
Fonte: aps.sn/


