Benin/CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA GIOVENTÙ - I giovani beninesi danno il tono alla “Visione Benin 2060” a Cotonou
Pubblicato il 07/09/2026 | La rédaction
Benin
Nella sala blu del Palazzo dei Congressi, il Parlamento dei Giovani del Benin (Pjb) ha organizzato, dal 4 al 5 settembre 2026, la prima edizione della Giornata Internazionale della Gioventù (Jij). Patrocinato dal presidente dell’Assemblea Nazionale (AN), il professor Joseph Fifamin Djogbénou, l’evento aveva come tema «Gioventù e Visione Benin 2060 Alafia: costruire oggi il Benin di domani». Lungi dall’essere un semplice appuntamento protocollare, l’incontro si inserisce infatti in un percorso di valorizzazione del capitale umano rappresentato dalla gioventù beninese. All’evento hanno quindi partecipato parlamentari, rappresentanti dell’Unicef e della Banca Mondiale, dirigenti dell’amministrazione, responsabili di associazioni giovanili e giovani provenienti da diverse regioni del Paese.
Rendere i giovani dei partner, e non semplici beneficiari. È stato il Segretario Generale Amministrativo (SGA) dell’AN, Christel-Fourrier Donkpégan, ad aprire i lavori a nome del presidente dell’istituzione. Secondo lui, i giovani del Benin hanno superato lo status di «futura generazione» per diventare fin da ora «una forza vitale della nazione». Facendo leva sul vantaggio demografico che rappresenta il Paese, ha sottolineato che le aspettative dei giovani – che si tratti di dignità, accesso a un’istruzione di qualità, lavoro dignitoso o partecipazione alla vita civica – sono condivise in tutto il territorio, da Cotonou a Natitingou, passando per Parakou, Porto-Novo e le zone rurali. Secondo lui, «il Benin del 2060 sarà il risultato diretto degli attuali orientamenti della società, gestita e guidata dai giovani di oggi». Una constatazione che lo ha del resto portato a chiedere alla pubblica amministrazione di trattare i giovani come partner responsabili piuttosto che come semplici destinatari dei programmi.
Il presidente del comitato organizzativo, Ruben Abikou, ha dal canto suo riportato la scadenza del 2060 a una realtà immediata: «Il 2060 non è una scadenza lontana, fa parte della nostra stessa vita. Cosa stiamo facendo oggi affinché il Benin del 2060 sia effettivamente quello che vogliamo? » Ha inoltre esteso questa riflessione rivolgendosi direttamente al pubblico: «Cosa stiamo facendo oggi affinché i giovani del 2060 non debbano affrontare le stesse difficoltà, le stesse rinunce e gli stessi limiti che conosciamo oggi? » Ha quindi colto l’occasione per rendere omaggio all’impegno del professor Joseph Fifamin Djogbénou in qualità di padrino, al sostegno tecnico e finanziario dell’Unicef, nonché al contributo del Ministero delle Piccole e Medie Imprese e della Promozione dell’Occupazione (Pme/Pe), del Comune di Cotonou e degli altri partner che hanno reso possibile lo svolgimento di questa giornata.
Intervenendo a nome dell’Unicef Benin, Ousmane Niang ha dal canto suo insistito sulla necessità di coinvolgere realmente i giovani nella definizione delle politiche che li riguardano, ricordando che «lo sviluppo sostenibile non può essere realizzato per i giovani senza i giovani». Una partecipazione che, secondo lui, deve essere effettiva e non puramente simbolica.
Il presidente del PJB, Guerschom Agbowakounou, ha dal canto suo elencato i punti di forza su cui il Benin può fare affidamento: la sua posizione geopolitica, le risorse naturali, la transizione digitale in corso e il suo capitale umano giovane. Tuttavia, ha tenuto a smorzare questo ottimismo: senza eccellenza, integrità e senso del bene comune coltivati fin da oggi, questa gioventù potrebbe diventare un freno piuttosto che una leva per lo sviluppo del Paese.
Primo giorno: due tavole rotonde per alimentare la riflessione
La prima giornata è poi proseguita con due tavole rotonde che hanno offerto ai partecipanti l’occasione di andare oltre i discorsi per esplorare soluzioni concrete.
Moderata dal giornalista William Klikan, la prima tavola rotonda ha affrontato il ruolo e il contributo dei giovani nella costruzione del Benin di domani, nell’ambito della Vision 2060 Alafia. Vi hanno preso parte il deputato Orden Alladatin, presidente della Commissione per le leggi, il direttore delle politiche di sviluppo Cyriaque Edon e lo specialista in finanza pubblica Mohamed Aboubakari. I loro interventi hanno così permesso ai giovani presenti di comprendere meglio i meccanismi istituzionali e di bilancio che potrebbero mettere in atto per esercitare una maggiore influenza sulle decisioni pubbliche.
La seconda tavola rotonda, moderata dal sociologo-antropologo Fabrice Fifonsi, ha affrontato le questioni relative all’istruzione, all’occupazione e all’imprenditorialità di fronte alle sfide del futuro mercato del lavoro. Hanno contribuito alla discussione Achille Ayowa, direttore generale dell’Agenzia nazionale per l’occupazione; Kolade Okoudjou, capo di gabinetto del ministro responsabile delle PMI e delle microimprese; e il dottor Gildas Nonnou, vicedirettore dell’École nationale d’administration. Grazie ai loro contributi, i partecipanti hanno potuto acquisire una migliore conoscenza dei programmi di inserimento professionale disponibili, dei settori in crescita e delle procedure pratiche per avviare un’attività imprenditoriale.
Secondo giorno: spazio ai talenti e ai progetti dei giovani
Quest’ultima giornata ha assunto invece un taglio decisamente più pratico, mettendo in luce numerosi talenti e progetti portati avanti da giovani beninesi.
Il primo panel della giornata, moderato da Grâce Amouzoun, presidente della Commissione Affari sociali e genere del PJB, ha visto la partecipazione di Driss Bengeloune, Head of Innovation Lab presso MTN Benin, e Consolas Hodonou, data scientist e ambasciatrice della Women in AI & Data Academy, sul tema «Innovazione, intelligenza artificiale e imprenditoria digitale: quali opportunità per i giovani beninesi?». Al centro del dibattito, una domanda semplice ma fondamentale: come trasformare concretamente queste opportunità tecnologiche in leve di inserimento per i giovani? Inoltre, una presentazione della piattaforma dell’Unicef ha preceduto quella dei progetti promossi da giovani imprenditori, invitati a illustrare le loro iniziative davanti al pubblico e a una giuria incaricata di valutarle.
Il secondo panel, moderato da Maésarath Raoufou, ambasciatrice di Jms Afrique-Benin e Giovane Leader del Benin, ha avuto come tema «Cultura, cittadinanza e impegno: come rendere i giovani protagonisti della diffusione culturale e dello sviluppo nazionale?». Sono intervenuti Fabroni Bill Yoclounon, scrittore ed esperto di digitalizzazione delle lingue africane; Godline Agbidinoukoun, giurista e attivista; nonché Dieudonné Fanou, responsabile della comunicazione e pianificatore culturale presso il Centro culturale cinese in Benin.
Al termine della competizione che ha fatto seguito a questi scambi, sei squadre di giovani promotori di progetti si sono sfidate davanti alla giuria. Tre di esse hanno convinto grazie alla solidità delle loro argomentazioni e sono state così premiate: la squadra Yonwa ha conquistato il primo posto, davanti a Innovations Online e Oasix.
Una cerimonia di chiusura ha inoltre offerto agli organizzatori l’occasione di tracciare un primo bilancio di queste due giornate.
Prendendo la parola, il presidente del Pjb, Guerschom Agbowakounou, ha ringraziato tutti i partner tecnici e finanziari, in primo luogo l’Unicef Benin e l’An, per il loro sostegno nella realizzazione di questo evento. In particolare, ha ripercorso la genesi del progetto, ricordando che un primo tentativo di organizzazione, avvenuto l’anno precedente, era dovuto essere abbandonato per mancanza di tempo e di preparazione, solo poche settimane dopo l’insediamento del Parlamento dei Giovani nell’emiciclo. Parafrasando volutamente la famosa frase di John F. Kennedy, ha invitato i presenti a chiedersi non cosa il Paese possa fare per loro, ma cosa loro possano fare per il proprio Paese. Secondo lui, l’impegno dimostrato dai partecipanti nel corso di questi due giorni, nonostante i loro impegni personali e professionali, illustra la capacità dei giovani beninesi di essere essi stessi artefici del cambiamento. Ha inoltre fissato come obiettivo, per la prossima edizione, una mobilitazione ancora più ampia dei giovani di tutte le regioni del Paese.
Il Segretario Generale Ad interim dell’AN, dal canto suo, si è congratulato con i membri del PJB e con tutti i giovani partecipanti per la qualità della loro riflessione sul Benin all’orizzonte del 2060. Rispondendo a un dibattito ricorrente tra i partecipanti sull’opportunità di rimanere in patria o di partire all’estero per avere successo, ha tenuto a ridefinire i termini della questione: l’essenziale, secondo lui, non è scegliere tra partire o restare, ma garantire a ciascuno la libertà di questa scelta, poiché la diaspora beninese contribuisce allo sviluppo nazionale allo stesso titolo dei beninesi rimasti in patria. Ha concluso invitando i giovani presenti a puntare sul lavoro, sull’organizzazione e sull’impegno quotidiano come chiavi del successo.
Al termine di queste due giornate, il PJB non si è quindi limitato a offrire una tribuna alla gioventù beninese: ha posto una pietra miliare concreta nella volontà di radicarla in modo duraturo al centro del progetto nazionale per il 2060. Tra i tavoli rotondi istituzionali del primo giorno e la competizione tra progetti concreti del secondo, l’iniziativa ha così permesso di coniugare la riflessione di fondo con la valorizzazione delle iniziative sul campo. Resta ora da vedere come i promotori dei progetti premiati, le raccomandazioni emerse dai vari panel e gli impegni assunti durante l’evento si tradurranno, nel lungo periodo, in azioni concrete al servizio del Benin del 2060.