Svizzera / «So Suisse!»: come il minigolf è diventato un «vero e proprio sport nazionale» svizzero
La Svizzera è la culla del minigolf: è qui che ne sono state definite le regole, mentre un architetto paesaggista ticinese ha svolto un ruolo decisivo nella standardizzazione di questo sport. Oggi la federazione Swiss Minigolf conta 43 club. Ecco la storia.
Era proprio sul campo da minigolf di Via Circonvallazione ad Ascona, nel Cantone Ticino – la regione dove trascorrevamo le vacanze – che a volte lanciavamo le nostre mazze contro uno degli 18 ostacoli, frustrati dal fatto che la pallina non seguisse le nostre indicazioni.
Anche se all’epoca avessimo saputo che i nostri scatti d’ira avvenivano in un luogo di importanza storica, probabilmente non avremmo camminato con più calma da una buca all’altra.
Un principio semplice
Secondo diverse fonti, è proprio su questo campo che sono nati i primi percorsi di minigolf standardizzati al mondo. Il 19 marzo 1954, l’architetto paesaggista ticinese e ginevrino Paul Bongni inaugurò questo campo con percorsi e ostacoli da lui stesso progettati e brevettati.
I percorsi di Paul Bongni erano resistenti alle intemperie e non sporcavano né le scarpe né i vestiti – a differenza dei vecchi percorsi in erba.
Le foto d’epoca mostrano che all’epoca si giocava in gonna e camicetta o in giacca e cravatta. I percorsi di Paul Bongni erano resistenti alle intemperie e non sporcavano né le scarpe né i vestiti – a differenza dei vecchi percorsi in erba, che scoraggiavano i giocatori e le giocatrici in caso di maltempo.
Il principio del minigolf è semplice: con l’aiuto di un bastone o di una mazza, bisogna mandare una pallina in una buca situata alla fine del percorso, con il minor numero possibile di colpi. Il diametro della pallina è generalmente compreso tra 3,7 e 4,3 centimetri.
Accessibile a tutti
Paul Bongni ci teneva a che i giocatori esperti potessero mandare la pallina in buca con un solo colpo su ogni percorso. Un colpo equivale a un punto. Meno punti si totalizzano, migliore è il risultato.
Se la pallina non entra in buca dopo sei tentativi, si totalizzano sette punti e si passa alla pista successiva. Spesso, dietro c’è già un’altra famiglia che aspetta, impaziente di giocare.
Il minigolf è il gioco all’aperto per famiglie per eccellenza: è accessibile a tutti, la competizione è reale ma divertente. Inoltre, spesso si inserisce in una gita all’insegna di gelati, patatine fritte e altre delizie.
Grazie alle sue regole chiare e semplici, il sistema di Paul Bongni si è rapidamente diffuso nel Paese: già alla fine del 1954 si contavano 18 impianti conformi al suo standard, il che è valso alla Svizzera il titolo di «culla del minigolf».
Competizioni internazionali
Paul Bongni ebbe l’intuizione di far brevettare la sua invenzione con il nome di «minigolf», facilitandone così la diffusione mondiale.
Le 17 buche in cemento misurano ciascuna 12 metri di lunghezza e 1,25 metri di larghezza, delimitate da barre di ferro. A queste si aggiunge un tiro a lunga distanza su un prato di 25 metri con un cerchio in cemento all’estremità.
Fonte: www.lenouvelliste.ch/


